Intervento vene varicose Roma

Intervento vene varicose Roma

Varici o vene varicose interessano almeno il 40% delle donne e il 20-30% della popolazione in generale. Sono numerosi i trattamenti per prevenirle e per contrastarne il peggioramento ma, quando ormai le varici si sono formate, la chirurgia è la terapia definitiva.
Oggi sono disponibili modalità di intervento mininvasive (termoablazione con laser o radiofrequenza) rispetto alla chirurgia tradizionale, che non richiedono l’asportazione completa della vena grande safena.

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Questo intervento si può effettuare con finanziamento senza busta paga

 

Gli arti inferiori dispongono di tre gruppi di vene, un gruppo profondo la cui vena principale è la femorale che drena circa il 90% del sangue venoso della gamba, uno superficiale che drena circa il 10% formato dalla grande e piccola vena safena e circa 150 vene comunicanti tra i due gruppi dotate di valvole bicuspidi di non ritorno dalla superficie alla profondità.

Il sistema venoso profondo è sottoposto all'azione dei muscoli della gamba che, in contrazione, sviluppano una pressione fino a 300 mmHg. per riportare il sangue al cuore.

Durante la fase di contrazione è assolutamente necessario che le valvole delle vene comunicanti siano continenti. In caso contrario il gruppo di vene superficiali sarà investito dalla elevata onda pressoria e si dilaterà tendendo ad assumere un decorso tortuoso, prendendo la forma di una varice o di una teleangectasia (a secondo del calibro più o meno grande). Anche le teleangectasie comunemente note come “capillari” trovano origine sempre dal reflusso di una comunicante incontinente.

Vene varicose: le cause

Scarsa tonicità della parete venosa e valvole venose inefficienti sono causate da fattori come l'ereditarietà (debolezza congenita della parete venosa o meiopragia congenita), l’utilizzo della pillola anticoncezionale, un cattivo stile di vita, delle alterazioni posturali, dal fumo e dell’alcool, dalla stipsi, dal sovrappeso e dall'obesità. L'insufficienza venosa evolve dalla comparsa dei sintomi (dolore e pesantezza alla gambe, crampi a riposo, formicolii, edema serale), alla comparsa delle varici (stasi venosa, atonia parietale, insufficienza valvolare, stato prevaricoso varici), alla comparsa delle complicanze (trombosi venosa superficiale, edema, turbe trofiche come dermatiti ed ulcere varicose).

Le vene varicose sono estremamente sgradevoli dal punto di vista estetico, motivo per cui sono molti i pazienti che decidono di sottoporsi al trattamento.

Cura e trattamento

Quattro persone su dieci soffrono di quell'insieme di disturbi alle gambe che, se trascurati, possono portare alle vene varicose. La malattia varicosa è presente, clinicamente manifesta, nel 10-33% delle donne e nel 10-20% dei maschi adulti. Lo strumento migliore per la cura di questa patologia, risulta essere una tecnica rigenerativa della tonicità strutturale e della funzione valvolare.

I vasi e le vene comunicanti possono essere visibili ad occhio nudo o con l’ausilio di sistemi ottici come Veinlite e Veinviewer. In questi viene iniettata una soluzione non obliterante di salicilato di sodio in veicolo idroglicerico tamponato, una concentrazione rigenerativa utilizzata in maniera tridimensionale (T.R.A.P,fleboterapia rigenerativa tridimensionale ambulatoriale) che risulta perfettamente idonea a curare il circolo perforante. Nell'iter di questa nuova procedura altri concetti importanti sono la prevenzione della malattia varicosa, una più bassa invasività possibile, una più elevata tollerabilità del trattamento, il rispetto della anatomia e della fisiologia del circolo degli arti inferiori, e soprattutto il risultato estetico e funzionale permanente.

Con la T.R.A.P. gli apparati valvolari, che costituiscono la parte più resistente della vena, sono conservati. L’ordinata “rigenerazione” di tutti i vasi diminuisce l’eccessiva capacitanza del circolo, migliora la sintomatologia del paziente, ripristina l’estetica degli arti e blocca l’evoluzione della malattia varicosa. La metodica è stata realizzata dopo più di dieci anni di sperimentazione dal Capurro Research Group.

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