Altri tipi di alopecia

Le alopecie che si presentano senza uno schema o pattern definito sono classificate in: Cicatriziali e non Cicatriziali.
Le alopecie cicatriziali sono causate da un gruppo eterogeneo di patologie che hanno in comune la cicatrizzazione e l'atrofia con la caratteristica assenza dell'apertura follicolare.
Al contrario le alopecie non cicatriziali conservano l'apertura follicolare con una cute normale.

Alopecie non cicatriziali

Le alopecie non cicatriziali possono essere causate da:

    1. Anomalie metaboliche da:

  • Carenza di ferro: lab. test: sideremia ferritina
  • Malattie della tiroide: lab. test: T3 T4 TSH

    2. Telogen effluvium è una caduta molto intensa, ed in genere autolimitante, di capelli che dalla fase anagen entrano improvvisamente in catagen e telogen. Interessa prevalentemente le donne ma è presente anche nei maschi, può essere causata da:

  • Disturbi endocrini Ovaio policistico : lab. test : testosterone totale e deidroepiandrosterone solfato
  • Alopecia postgravidica Si manifesta con un "telogen effluvium" (caduta di soli Telogen maturi) 23 mesi dopo il parto; è dovuta alla brusca caduta degli estrogeni circolanti con conseguente relativa e transitoria carenza degli estrogeni stessi ed all'azione della prolattina fisiologicamente molto alta durante la gravidanza e l'allattamento associate allo stress del momento.
  • Patologie mediche acute, infezioni con modesto rialzo termico, sifilide secondaria, epatite virale, infezioni ad andamento cronico.
  • Interventi chirurgici
  • Stress emotivi
  • Farmaci
  • Disordini alimentari

    3. Anagen effluvium conseguente alla brusca interruzione del processo di divisione e crescita delle cellule della matrice cellulare dopo:

  • Infezione tifica e durante gravi stati febbrili
  • Radioterapia
  • Chemioterapia
  • Intossicazione da tossine
  • Intossicazione da:
    farmaci: anticoagulanti, anticonvulsivanti, animicotici, antigota, antineoplastici, immunosoppressori, antipsicotici, antidepressivi, inibitori dell'angiotensina, beta bloccanti, spironolattone, ipocolesterolemmizzanti, sali d'oro, fans, contraccetivi orali, retinoidi, vitamina A, anfetamina, cimetidina, interferone, levodopa, loratidina, minoxidil locale, propiltiouracile,stanazol.
    metalli pesanti: è una alopecia in Telogen, o talvolta in Anagen, diffusa e spesso intensa. Storica ad esempio l'alopecia da acetato di tallio, una volta usato come alopecizzante per la terapia delle tigne del cuoio capelluto, ma reperibile ancora oggi nei ratticidi (rischio di ingestioni accidentali o a scopo suicida). Va sottolineato che tutte le alopecie iatrogene risolvono spontaneamente alla sospensione del farmaco responsabile
  • Grave carenza proteica
  • 4. Alopecia areata chiamata in passato Area Celsi è una patologia in cui la repentina caduta dei capelli, o di altri peli del corpo, si manifesta tipicamente a chiazze glabre o aree, da cui il nome. Solitamente le prime chiazze si manifestano nel cuoio capelluto e, nella maggior parte dei casi, si risolve spontaneamente, senza mostrare segni di cicatrici.
    Una semplice tecnica diagnostica di primo livello, valutabile da medici professionisti ed esperti in AA, è il così detto "pulling" che consiste nel tirare delicatamente una ciocca di capelli, che sarebbero caduti in ogni caso in breve termine, prossima al bordo di un'area colpita presumibilmente da AA. In presenza di capelli sani solo pochissimi capelli resteranno nelle dita dello specialista mentre in caso di AA moltissimi capelli cadranno, specialmente da zone vicine alle chiazze alopeciche in cui i follicoli sono stati attaccati dagli anticorpi mentre i peli più lontani dall'area sono ancora sani.

    Il pulling va effettuato una sola volta, alla periferia delle chiazze alopeciche sono presenti i caratteristici capelli a punto esclamativo. Nell'1% circa dei casi la patologia può estendersi all'intero cuoio capelluto (alopecia totale, AT) o a tutto il corpo (alopecia universale, AU) con la totale perdita di tutti i peli del corpo. Questa patologia era già conosciuta ai tempi degli antichi egizi.
    La malattia, una delle più diffuse al mondo, interessa tutta la popolazione soprattutto prima della quarta decade anche se si sono registrati casi in tutte le età, anche in bambini da 0 ai 5 anni. Per quanto riguarda la sua incidenza è stato ipotizzato che l'1,7% della popolazione abbia avuto un caso di alopecia areata nella propria vita, la malattia non mostra preferenze per quanto riguarda il sesso, inoltre costituisce un fattore di rischio la sindrome di Down. La malattia mostra anche familiarità, ovvero il fatto che un genitore abbia avuto in passato un caso di alopecia areata aumenta la possibilità nel figlio di avere tale patologia.

    La difficoltà di una valutazione epidemiologica corretta è principalmente dovuta ad un naturale istinto del paziente a "nascondersi" per non manifestare comunque la patologia da cui è affetto. Secondo gli ultimi dati disponibili (2012) l'alopecia areata totale ha una diffusione di 10,5 casi su 100.000 mentre l'alopecia areata universale è di 25 casi su 100.000.

    Classificazione in base alle sue manifestazioni:

    • Alopecia Areata monolocularis: è una AA che si manifesta in un unico punto del cuoio capelluto.
    • Alopecia Areata multilocularis: è una AA che si manifesta in zone multiple del cuoio capelluto.
    • Alopecia Totale: è una AA che si manifesta su tutta l'area del cuoio capelluto.
    • Alopecia Universale: è una AA che si manifesta su tutto il corpo, compreso zone pubiche, ascelle, ciglia, sopracciglia e altre, raramente risponde alle terapie
    • Alopecia Barbae: è una AA che si manifesta limitatamente alla barba
    • Alopecia Areata Ophiasis: è una forma di AA limitata a regioni periferiche del cuoio capelluto, cioè la zona posteriore del capo da orecchio a orecchio e/o la regione occipitale e temporale. Il termine Ophiasis indica la forma sinuosa di questa tipologia di AA e deriva dal latino "serpente". Cornelius Celsus ha coniato il termine nel 30 a.C.

    Esistono diversi altri svariati nomi per indicare la stessa patologia, che prende forme leggermente diverse , e che nei secoli sono serviti anche per coprire sia la mancanza di conoscenza medica che per colpire ed impressionare il paziente. Infatti la parola alopecia indica la pura mancanza di peli dove dovrebbero esserci.

    In base alla eziopatogenesi:

    • Tipo comune: insorge in giovane età, infanzia o adolescenza. Non è associata ad altre patologie ed è guaribile.
    • Tipo autoimmune: insorge dopo i 40 di età, in associazione con malattie autoimmuni.
    • Tipo ipertensivo: insorge in giovani adulti con diatesi ipertensiva. Evoluzione verso la alopecia totale.
    • Tipo atopico: ad insorgenza infantile con associazione ad atopie. Prognosi sfavorevole e evoluzione verso la alopecia totale.

    5. Alopecia traumatica da:

    • Tricotillomania
      Il termine indica un disturbo psiconeurotico in genere difficile da inquadrare con certezza e ancora più difficile da fare accettare ai genitori del soggetto. Si tratta per lo più di bambini che, più o meno coscientemente, prendono l'abitudine di attorcigliare e tirare i capelli con le dita. L'alopecia si manifesta preferibilmente nelle aree frontoparietali con chiazze irregolari della grandezza di anche diversi centimetri, nelle quali i capelli sono in parte assenti ed in parte spezzati all'altezza di 23 mm (al di sotto di questa lunghezza non è infatti possibile afferrarli con le dita). Il cuoio capelluto appare indenne. Se nell'area interessata vengono asportati i capelli superstiti si potrà osservare la completa assenza di quelli in fase telogen. Istologicamente, nei casi gravi, il follicolo può subire fratture nella continuità della matrice e distacco della guaina epiteliale esterna da quella connettivale con successive emorragie intra ed extra follicolari e riparazione più o meno completa con tessuto cicatriziale. Ciò determinerà, anche se lo stimolo cessa, la persistente impossibilità di produzione di un capello normale (tricomalacìa).
    • Alopecia da trazione
      E' un'alterazione piuttosto frequente e rappresenta la diretta conseguenza di trazioni continue e ripetute sui capelli: legatura, trecce, bigodini, messa in piega, permanenti, uso del turbante. Nei casi più modesti il danno è evidenziabile solo al microscopio per la presenza, nella ripartizione percentuale dei capelli caduti in un lavaggio, di anagen e di capelli spezzati (normalmente assenti). In quelli più gravi invece si osservano eritema perifollicolare, pustole e leggera desquamazione; come per la tricotillomania, a lungo andare, possono determinarsi dei danni irreversibili. Le sedi più colpite sono quelle dei margini di inserzione, dato che a questo livello la trazione meccanica è massimale.
    • Alopecia da pressione
      secondaria a pressione su aree del cuoio capelluto durante lunghi interventi chirurgici.

    6. Alopecia da anomalie del fusto pilifero

    • ereditaria
    • acquisita, la più frequente è la tricoressi nodosa, il capello si rompe in zone di minore resistenza vicine allo scalpo dopo "permanenti chimiche"

    7. Alopecia triangolare

    È una patologia relativamente rara che si presenta nella prima infanzia, la mancanza di capelli si presenta vicino il punto frontotemporale con la forma di un triangolo con base anteriore, a volte può avere forma ovalarein altre aree dello scalpo, è spesso confusa con l'alopecia areata ma a differenza di questa risponde molto bene al trapianto di capelli.


    Le alopecie non cicatriziali poco frequenti:

    - alopecia lipoedematosa
    - lupus panniculitis
    - sarcoidosi
    - chemioterapia
    - alopecia mucinosa
    - iperplasia siringlinfoide
    - sifilide
    - displasia ectodermica

    Le alopecie cicatriziali

    1. Infettive:

    In genere le infezioni dello scalpo sono autolimitanti e rispondono bene alla terapia mirata, occasionalmente l'infezione può essere severa e persistente con concomitante distruzione follicolare con esiti cicatriziali nell'Herpes simplex, nella varicella, nell'acne e nella grave follicolite.
    Una risposta immunitaria a infezioni da miceti può complicarsi con la formazione del kerion, una placca cicatriziale che causa una alopecia permanente.

    2. Infiammatorie:

    • pseudopelade di Brocq, le lesioni hanno il caratteristico aspetto di "impronte sulla neve"
    • alopecia centrale cicatriziale centrifuga presente in genere in donne di colore
    • folliculite decalvans con la sua variante folliculite a ciuffo
    • acne cheloidale della nuca comune in giovani maschi di colore
    • lichen planopilaris, una delle forme più comuni di alopecia cicatriziale idiopatica
    • alopecia fibrosing frontale, è una variante del lichen planopilare che interessa la linea frontale, temporale dei capelli e le sopracciglia in donne bianche in menopausa, la cicatrizzazione è meno evidente del classico lichen planopilaris.
    • Lupus eritematoso discoide è la più frequente manifestazione cutanea del lupus eritematoso.

    3. Traumatiche

    Danni fisici, termici, chimici possono provocare una alopecia cicatriziale, in caso di grave atrofia e contrattura cicatriziale è consigliabile un test d'impianto prima della seduta di trapianto.

    Alopecia da radiazioni, la radiodermite del cuoio capelluto può fare seguito a trattamenti radianti a scopo terapeutico), ad accertamenti diagnostici, o ad incidenti sul lavoro. Nella radiodermite acuta (rara) si può avere alopecia transitoria mentre in quella cronica, che può manifestarsi anche dalla data di inizio dell'esposizione, la cute diviene secca ed atrofica, mancano le strutture pilosebacee e si evidenziano teleangectasìe (dilatazioni permanenti dei piccoli vasi superficiali della cute) che vanno trattate prima del trapianto e discromìe (variazioni del tipo e della tonalità dei colori). Sulle radiodermiti croniche possono facilmente insorgere epiteliomi spinocellulari (anche a distanza di anni). Il programma terapeutico si avvale del trapianto da solo od associato a riduzione dello scalpo interessato, la prognosi dipende dalla percentuale di atrofia dermica.
    Alopecia cicatriziale postoperatoria, dopo interventi di lifting facciale, frontale, dopo asportazione di neoplasie benigne, maligne e dopo trapianto di capelli con tecnica "STRIP "
    Tumori, una grande varietà di neoplasie benigne e maligne possono interessare lo scalpo e provocare la caduta dei capelli, a seguito di compressione, distruzione od esito del trattamento:

    • cisti sebacea (tricolemma) è il più comune tipo di neoplasia benigna
    • nevo epidermico e nevo sebaceo che in realtà non è costituito da una proliferazione sebacea ma è un amartoma che esibisce malformazioni follicolari, sebacee e apocrine di vario grado. Clinicamente si presenta come una lesione ovale o lineare verrucosa sul volto e cuoio capelluto, a volte sul collo e raramente al tronco. I nevi sebacei del cuoio capelluto non presentano mai peli terminali, risultando in chiazze alopeciche
    • tra i tumori maligni i più frequenti sono i carcinomi basocellulari e spinocellulari, sono a prevalente patogenesi attinica presenti anche in individui giovani
    • metastasi di neoplasie. Una buona regola è fare una biopsia in tutti i casi di alopecia cicatriziale da origine incerta.

    Le alopecie cicatriziali poco frequenti:

    - aplasia cutis congenita,
    - psoriasi
    - sarcoidosi
    - angiosarcoma
    - melanoma desmoplastico
    - alopecia neoplastica
    - incontinentia pigmenti
    - mastocitosi
    - lichen sclerosante bolloso
    - necrobiosi lipoidica
    - penfigoide cicatriziale
    - porfiria cutanea tarda
    - coup de sabre morfea sclerodermia
    - perifolliculitis capitis abscedens et suffodiens
    - malattia di Paget extramammario
    - alopecia associate a trauma da parto caput succedaneum
    - acne follicolite necrotica
    - uleritema ofiriogenes
    - dermatosi erosiva purulenta dello scalpo
    - reazione cronica da rigetto trapianto
    - ipotricosi erditaria di Maria Unna
    - keratosi folliculare spinulosa decalvans
    - inibitore dei recettori dei fattori di crescita epidermica EGFR (gefitinib/ iressa antineoplastico. Iressa viene usato nel trattamento di pazienti adulti con carcinoma polmonare non a piccole cellule localmente avanzato o metastatico (cioè le cui cellule si sono diffuse ad altre parti del corpo a partire dalla sede iniziale del cancro). Viene usato nei casi in cui le cellule del cancro presentano una mutazione genetica tale che producono una proteina denominata "recettore del fattore di crescita dell'epidermide" (EGFR).

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