Vene varicose? Addio!

Gli arti inferiori dispongono di tre gruppi di vene, un gruppo profondo la cui vena principale è la femorale, che drena circa il 90% del sangue venoso della gamba, uno superficiale che drena circa il 10% formato dalla grande e piccola safena, e circa 150 vene comunicanti tra i due gruppi dotate di valvole bicuspidi di non ritorno dalla superficie alla profondità. IL sistema venoso profondo è sottoposto alla azione dei muscoli della gamba che in contrazione sviluppano una pressione fino a 300 mmHg. per riportare il sangue al cuore contro la forza della gravità.
Durante la fase di contrazione è assolutamente necessario che le valvole delle vene comunicanti siano continenti, in caso contrario il gruppo delle vene superficiali sarà investito dalla elevata onda pressoria e si dilaterà tendendo ad assumere un decorso tortuoso, diventando una varice o una teleangectasia a secondo del calibro più o meno grande. Anche le teleangectasie comunemente note come “capillari” trovano origine sempre dal reflusso di una comunicante incontinente. Scarsa tonicità della parete venosa e valvole venose inefficienti sono causate da: ereditarietà (debolezza congenita della parete venosa o meiopragia congenita), pillola anticoncezionale, stile di vita, alterazioni posturali, fumo e alcool, stipsi, sovrappeso ed obesità.

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L’insufficienza venosa evolve dalla comparsa dei sintomi (dolore e pesantezza alla gambe, crampi a riposo, formicolii, edema serale), alla comparsa delle varici (stasi venosa, atonia parietale, insufficienza valvolare, stato prevaricoso varici), alla comparsa delle complicanze (trombosi venosa superficiale, edema, turbe trofiche come dermatiti ed ulcere varicose).

L'Insufficienza Venosa Cronica (IVC) appare una condizione clinica assai rilevante sia dal punto di vista epidemiologico sia per le importanti ripercussioni socio-economiche che ne derivano.

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Quattro su dieci le persone interessate da quell'insieme di disturbi alle gambe che, se trascurati, possono portare alle vene varicose.
La malattia varicosa è presente, clinicamente manifesta, nel 10-33% delle donne e nel 10-20% dei maschi adulti.
Da quanto esposto appare evidente che ci troviamo di fronte ad una patologica debolezza della parete e dell’apparato valvolare di un intero sistema venoso che necessita di un globale approccio terapeutico tridimensionale rigenerativo della tonicità strutturale e della funzione valvolare piuttosto che settoriale cioè finalizzato ad intervenire sugli effetti invece che sulle cause chiudendo questa o quella comunicante incontinente od asportando le vene del gruppo superficiale.

L’iniezione di tutti vasi e delle comunicanti, visibili ad occhio nudo e/o con l’ausilio di sistemi ottici come Veinlite e Veinviewer, con una soluzione non obliterante di salicilato di sodio in veicolo idroglicerico tamponato, alla concentrazione rigenerativa ed utilizzato in maniera tridimensionale (T.R.A.P.) è perfettamente idoneo a curare il circolo perforante. Altri concetti importanti sono la prevenzione della malattia varicosa, la più bassa invasività possibile la più elevata tollerabilità del trattamento, il rispetto della anatomia e della fisiologia del circolo degli arti inferiori, e soprattutto il risultato estetico e funzionale permanente. Con la T.R.A.P. gli apparati valvolari, che costituiscono la parte più resistente della vena sono conservati. L’ordinata “rigenerazione” di tutti i vasi diminuisce l’eccessiva capacitanza del circolo, migliora la sintomatologia del paziente, ripristina l’estetica degli arti e blocca l’evoluzione della malattia varicosa. La metodica è stata realizzata dopo più di dieci anni di sperimentazione dal Capurro Research Group.

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